La regola del 7

Noi siamo il popolo delle 7 Campane realizzate con una lega di 7 metalli legati ai 7 pianeti, 7 Campane da utilizzare per i 7 chakra legati alle 7 note musicali.

Mancano solo i 7 nani!

Partiamo da questo fantasiosissimo numero “7”.

La lega non è mai stata composta di 7 metalli e, da chimico, posso spiegarvi il perchè:

Se fosse utilizzato il ferro (legato al pianeta Marte), le nostre ciotole verrebbero col tempo aggredite dalla ruggine (Fe2O3 • nH2O) che le danneggerebbe irreparabilmente.

Oltretutto, come già precisato in un precedente articolo e in un’altra pagina di questo sito, il ferro ha un punto di fusione di 1538°C, temperatura non raggiungibile nei forni dove le Campane Tibetane vengono da sempre realizzate, per fondere il ferro servono gli altiforni!

Non c’è piombo (legato a Saturno) per il semplice motivo che esso ha un peso specifico elevatissimo, è un metallo estremamente duttile e malleabile per cui il suo impiego nella produzione delle ciotole sarebbe solo controproducente, ne aumenterebbe il peso, perderebbero qualità sonore e le renderebbe molto delicate.

Non c’è Mercurio (legato al pianeta Mercurio) poiché solidifica a -38,83 °C ed è estremamente velenoso, non esiste oltretutto allo stato solido.

L’Oro (legato al Sole), a livello sonoro-vibrazionale, è da considerarsi un’impurità, nient’altro!

Se anche ne rilevassimo “tracce”, non contribuirebbero di certo ad elevare la qualità del suono.

Cosa rimane? L’Argento?

Certo, se aggiunto nelle giuste proporzioni (infinitesimali), potrebbe contribuire ad aumentare l’elasticità dell’amalgama ma, se aggiunto in proporzioni errate, creerebbe un bel problema. 

Significa che potremmo ottenere una Campana con un suono più persistente e uno spettro armonico più ampio oppure una Campana con un suono cristallino ma fragilissima.

Alla fine, quali sono gli unici due metalli che da sempre sono stati utilizzati nella realizzazione delle “Ciotole del Canto” (e di tutte le altre tipologie di campane esistenti al mondo)?

Rame e Stagno ovvero: BRONZO!!!

La storia dei 7 metalli deve essere tramandata, va però spiegato che è semplicemente ciò che da sempre le antiche tradizioni narravano, come una bellissima “favola”.

Le antiche tradizioni sono colme di narrazioni fantastiche, sta a noi farne “buon uso”.

Passiamo ai Chakra, SETTE?

Consideriamo subito il fatto che la tradizione tibetana racconta di 5 Chakra legati ai 5 elementi tibetani.

La tradizione (quella autentica) nepalese parla dei “classici” 7 Chakra ma esiste addirittura un’antichissima tradizione Indù che ne cita ben 88.000.

Sicuramente i Chakra non sono 5, non sono 7, non sono 12, non sono 88.000!!!

Tutto è legato a quanto “narrato” nelle varie tradizioni che vengono tramandate, la realtà del nostro “essere” è ben altra cosa.

A livello di “essere”, la fisica quantistica è riuscita a fornire spiegazioni sufficientemente realistiche.

Veniamo ora alle 7 note legate ai soliti 7 Chakra.

Sbaglio o qualche millennio fa non esistevano accordatori elettronici e frequenzimetri?

Cosa significa tutto ciò?

Semplicemente che tibetani e nepalesi, facendo riferimento alle tradizioni “autentiche” sull’utilizzo delle Campane Tibetane, non potevano avere la benché minima idea di quali note e frequenze caratterizzassero le loro ciotole.

Di conseguenza, quello che ormai da anni viene raccontato, è solo un’invenzione.

E’ stata “inventata”, senza alcun autentico fondamento, la corrispondenza tra note musicali e Chakra.

Volendo pensare bene (con molto sforzo), potrebbero averla inventata per “agevolare” chi utilizza le Campane Tibetane.

Fornire l’ennesimo schema, protocollo operativo, avrà aiutato qualcuno?

Il problema nasce dal fatto che le note musicali, nella realtà non sono solo 7 e, come detto in precedenza, non lo sono nemmeno i Chakra.

Allora perché è stata “inventata” questa regola?

Perché le Campane Tibetane si vendono!!!

Perché tu, “incantato” dai 7 metalli legati ai 7 pianeti, sentirai di aver bisogno di quelle 7 ciotole per poter realizzare qualcosa di straordinario.

Perché qualcuno te l’avrà trasmesso questo “messaggio”.

Prendiamoci un attimo di tempo e scandagliamo il web alla ricerca di un qualcosa che ci dia una prova autentica, reale di questo legame tra 7 note e 7 Chakra (mi raccomando, 7).

Non disegnini vari, grafici, dichiarazioni di grandi maestri (magari fantomatici ricercatori, collezionisti, studiosi di Campane Tibetane) comparsi come per incanto dal nulla.

Personalmente ho trovato le cose più assurde, tanto per fare un esempio, lo schema delle corrispondenze tra note e Chakra nel sistema vedico.

Non ho però trovato il modello di accordatore elettronico usato dai Veda nel 2200 a.C. per misurare le note.

Cerchiamo sui testi, possibilmente di fisica, non di illusionismo, qualsivoglia riferimento a questa “regola”.

Nulla, non troveremo mai nulla che comprovi una corrispondenza reale tra note e Chakra come non troveremo mai nulla (di autentico, di provato) che faccia riferimenti precisi tra frequenze e Chakra.

Il perché è semplicissimo, non esiste e non è mai esistita una corrispondenza!

Non esiste una persona identica all’altra, la “componente energetica” dello stesso individuo è una continua variazione.

Questa è la “meraviglia” dell’essere umano!

Questo è il motivo per il quale non potranno mai esistere schemi, protocolli e corrispondenze varie.

Oggi, se non abbiamo 7 Campane Tibetane, crediamo di non poter fare assolutamente nulla, se non ascoltiamo esclusivamente musica a 432 Hz, abbiamo la sensazione di non stare bene, il suono ci opprime, così ci è stato insegnato, questi sono i messaggi che ci vengono trasmessi.

Ma quando nel mondo non esistevano strumenti di misura, schemi, protocolli, esisteva qualcosa che oggi pare un miraggio…

Il “Sentire”, la straordinaria capacità di vivere il Suono e muoversi nel Suono.

Siamo il popolo delle Campane Armoniche e delle Leghe Armoniche ma non sappiamo assolutamente quale sia il modo autentico di creare “Armonia”, l’unico elemento essenziale che ci permette di “dialogare” con la Musica dell’essere.

Nulla di materiale può creare l’Armonia, solo noi possiamo esserne gli “artefici”.

Il nostro modo di “suonare”, di “danzare” nel suono, quel suono che noi stessi abbiamo generato attraverso le nostre ciotole può creare l’Armonia, null’altro.

Un solo rintocco può essere Armonia, è come essere innanzi ad una grande tela bianca dove una sola pennellata di colore può trasformare quella tela in un capolavoro d’arte o nell’ennesima crosta senza alcun valore.

Solo abbandonando gli schemi, solo dimenticando tutto ciò che ci condiziona, solo facendo a meno di tutte le nostre certezze, solo annientando il nostro ego e imparando a “creare” si inizia realmente a crescere.

Crescere è fondamentale per uscire da un vortice di “banalità” e “spettacolarizzazione”, per imparare a non dare più ascolto a un mondo che non appartiene all’autentico “mondo olistico”.

Da 50 anni il “Suono” e la “Musica” appartengono al mio mondo e io appartengo a loro; dopo tanto tempo sono certo che ognuno possa scegliere un modo “sincero” e “onesto” di abitare il proprio.

La regola del 7